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San Donato Zaratino


San Donato Zaratino, noto vescovo e diplomatico di Zara del IX secolo

San Donato Zaratino (seconda metà del VIII sec. – attorno all811) è un noto vescovo e diplomatico di Zara

 

La tradizione zaratina vuole che San Donato (lat. Donatus “donato da Dio”) nacque nella seconda metà del VIII secolo da una nobile famiglia zaratina.

 

Di San Donato, vescovo di Zara, scrisse il noto gesuita Daniele Farlati (1690-1773) nel quinto libro del suo capolavoro Illyricum sacrum (Eccllesia Jadertina cum suffraganels, et ecclesia Zagabriensis) pubblicato a Venezia nel 1775.

 

Il primo a scrivere di San Donato fu Einhard (noto anche come Eginhard o Einhardt, 775-840), storico della corte francese nonché biografo di Carlo Magno. Nella sua opera Annales Regni Francorum del 805 scrisse del Santo come dell’ambasciatore delle città dalmate che venne a Diedenhofen (l’odierna Thionville) per incontrare il re Carlo Magno insieme ai grandi funzionari veneziani ed i doghi Obelari e Beato nonché il priore zaratino Paolo. In base all’annale di Donald, verso la fine dello stesso anno, seguì lo stesso incontro a Salisburgo (anche se è difficile credere che il vescovo Donato ed il priore zaratino visitarono il re due volte nello stesso anno). Il viaggio fino alla residenza del re merita però un’attenzione particolare dato che possiamo presupporre che il Vescovo, passando per Ravenna e Aachen potesse conoscere la tipologia dell’architettura sacra sulla base della quale sarebbe stata successivamente costruita la chiesa di San Donato.

 

E’ noto che il vescovo Donato ed il vescovo veneziano Beato, probabilmente nell’804, visitarono insieme l’imperatore Niceforo a Costantinopoli per trattare, a nome di Carlo Magno, le condizioni sulla definizione delle frontiere tra il regno bizantino ed il territorio ducale dalmata. Si crede che proprio grazie a quegli incontri tra gli imperatori, sia stata conclusa nell’812 la Pace di Aachen tra l’Impero francese e quello bizantino, con il quale l’Istria e la Croazia caddero sotto il governo francese e le città dalmate e Venezia sotto quello bizantino. Il Vescovo Donato diede così il suo contributo affinché Zara ed altre città dalmate (Cattaro, Raguza, Spalato, Traù, Arba, Veglia e Ossero) avessero ottenuto la propria autonomia e fossero diventate difensori delle tratte commerciali marittime. La loro lealtà a Bisanzio perdurò, con delle interruzioni sporadiche, fino al XII secolo.

 

A Costantinopoli, furono regalate al vescovo Donato le reliquie della Sant’Anastasia di Sirmio che portò nella sua Zara e che mise nella cattedrale in quell’epoca dedicata a San Pietro. Successivamente la cattedrale fu consacrata a Sant’Anastasia o in zaratino, Sveta Stošija. Alcuni confermano che a San Donato a Bisanzio vennero regalate anche le reliquie del santo e martire Grisogono, in zaratino Sveti Krševan nonché le reliquie delle martiri di Salona Irene, Agape e Kijona (Chiona), le sorelle morte durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. Così a Zara miracolosamente arrivarono le reliquie di tutti i santi legati alla vita di San Grisogono, tra cui anche Sant’Anastasia e San Zoilo, per il quale sarebbe poi nata una forte devozione da parte dei cittadini. Evidentemente la delegazione zaratina possedeva elevate competenze visto il gran valore degli oggetti regalati. Il merito della devozione degli zaratini per Sant’Anastasia va senza dubbio a San Donato e ne sono testimonianza le iscrizioni sulle lastre in pietra e su un reliquiario marmoreo della cappella di Sant’Anastasia. San Donato arricchì così anche la vita spirituale della città arcivescovile.

 

A questo santo venne attribuita anche la costruzione della famosissima chiesa dedicata alla santissima Trinità, costruita all’inizio del IX secolo. Il vescovo, morto intorno all’811, è stato sepolto proprio in questa chiesa che fino al XV secolo avrebbe portato il suo nome. Nel 1622 durante il vescovato dello zaratino Stella, i suoi resti mortali furono posizionati sotto l’altare principale della chiesa. Nel 1798 però, durante il governo austriaco, la chiesa venne sconsacrata e separata dal complesso vescovile, mentre nel 1809 i resti mortali del Santo sono stati trasferiti nella cattedrale di Sant’Anastasia dove si trovano tutt’oggi.

 

La chiesa di San Donato è la chiesa più importante nell’architettura medievale sacra croata, nonché l’emblema della città di Zara. Oggi la chiesa è la meta preferita dei turisti ed il luogo ideale per eventi musicali grazie alle sue caratteristiche acustiche. Anche se Zara è nota come la città di San Donato, la festa del Santo che cade il 25 febbraio è ormai dimenticata da due secoli.